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Glencore-Xstrata, si complica la fusione

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Glencore-Xstrata, si complica la fusione

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Il fondo sovrano del Qatar sembra aver rovinato la festa, con due settimane di anticipo, della fusione tra il colosso svizzero minerario Glencore e Xstrata. Secondo azionista di Xstrata, con una quota di circa l’11%, il fondo giudica insufficiente il concambio di 2,8 nuove azioni Glencore per ogni titolo di Xstrata. Ne reclama 3,25, cioè il 16% in più. Troppo caro dicono gli analisti che ritengono invece più giustificata un’offerta inferiore viste le difficoltà dell’economia mondiale che compromettono anche le prospettive del settore minerario.

Dopo l’annuncio del progetto di fusione, a febbraio, le azioni dei due gruppi sono crollate del 40% alla borsa di Londra. Inoltre, l’offerta di Glencore ha sostenuto Xstrata, i cui interessi sono minacciati dalle rivolte popolari in Argentina e in Perù.

E dire che Glencore, che detiene il 34% di Xstrata, sogna da anni questa mega fusione. Il numero uno mondiale sul mercato delle materie prime fa gola agli azionisti non solo per le sue performance industriali ma anche per l’ interessante conscambio azionario che la nuova società verserà.

Gli analisti si attendono dunque un compromesso di 3 azioni Glencore per azione Xstrata. La conseguenza è stata che il titolo di Glencore ha chiuso lo scorso mercoledi in ribasso dell’1,45% a Londra. Xstrata ha guadagnato l’1,37%