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Cipro chiede aiuto alla Ue, no a condizioni dure

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Cipro chiede aiuto alla Ue, no a condizioni dure

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Dieci miliardi di euro. A tanto potrebbe ammontare, secondo le prime stime, la richiesta di aiuto di Cipro all’Europa per rifinanziare le proprie banche. Il presidente greco-cipriota, Dimitris Christofias, ha però messo le mani avanti sottolineando come il suo paese “non sia in vendita e i ciprioti hanno la loro dignità”.

Cipro negli ultimi anni è divenuta sede di centinaia di società internazionali attratte dalla bassissima tassazione dei profitti. Ora gli imprenditori nutrono timori a cominciare da quello che l’Europa possa chiedere una contropartita troppo alta per il salvataggio di Nicosia, ormai invischiata nella crisi di Atene. Le sue banche, infatti, sono esposte verso quelle greche per 29 miliardi di euro, quasi il doppio dell’intera economia nazionale. E neanche le previsioni di crescita dell’economia sono le migliori: per il 2012 si prevede una recessione dell’1,2% con un deficit che nel 2011 ha raggiunto il 6,3% del prodotto interno lordo, uno dei piu alti dell’eurozona.

Le condizioni del salvataggio di Cipro non sono ancora note ma il governo rassicura che non saranno molto dure. Il paese, che domenica raccoglierà dalla Danimarca la presidenza di turno dell’Unione europea, dopo Grecia, Irlanda Portogallo e Spagna diventa così il quinto stato della zona euro a chiedere l’aiuto internazionale.