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La Spagna al Consiglio Ue teme nuove richieste di austerità

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La Spagna al Consiglio Ue teme nuove richieste di austerità

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La richiesta di sostegno alle banche spagnole è stata formalizzata, ma prima dell’Eurogruppo del 9 luglio non si conosceranno le condizioni europee per questa linea di credito, come continua a qualificarla il governo di Madrid. Eppure si dà per scontato che, al prossimo Consiglio europeo, quelle che finora erano raccomandazioni da parte di Bruxelles diventeranno esigenze. Ciò lascia presagire, in Spagna, un aumento dell’Iva, forse un’innalzamento dell’età pensionabile e il taglio degli stipendi dei funzionari. Insomma nuovi sacrifici, dopo 2 anni di dure riforme in un paese con 6 milioni di disoccupati. Abbiamo parlato di tutto ciò con Daniel Gros, direttore del Centro di studi politici europei a Bruxelles.
 
Il dramma Spagna. Il Paese è ufficialmente in recessione, il problema  è che non si è ancora capito come uscire dal pantano-crisi. La crisi, stando agli stessi ministri spagnoli, ha  assunto proporzioni inverosimili. 
 
Per anni a tirare la crescita è stata l’edilizia che ha messo in moto denaro e ha creato posti di lavoro. Tutto è andato bene fino allo scoppio della bolla immobiliare, che si è trascinata dietro disoccupazione. Sempre più numerosi  coloro che hanno iniziato a non pagare mutui e crediti contratti, fino a travolgere il settore bancario.
 
La Spagna oggi è l’esempio del fallimento del modello che ha puntato tutto su un solo settore. Il tasso di disoccupazione è il più alto in Europa, il 23% dei giovani e il 50% per chi non ha ancora 25 anni. Giovani che a 20 anni, appunto, non hanno una prospettiva e neppure un sogno in cui credere.
   
Tra crisi produttiva e crisi del settore bancario i 62 miliardi messi a disposizione a livello internazionale forse non basteranno. Il debito pubblico, uno dei più bassi della zona euro prima della crisi, è oggi pari al 72% del Pil.
  
Negli ultimi 10 anni la produttività è aumentata dello 0,89%, nello stesso perido i salari hanno registrato un + 29%. Il costo del lavoro in Spagna è fra i più alti della zona euro. La competitività resta in letargo e vede il paese in 30° posizione a livello mondiale.
 
Da dove ricominciare? La Spagna non può contare più  sull’esportazione delle auto, settore in panne. Dà più soddisfazione, forse, il settore tessile che da 2 anni a questa parte registra un aumento della produzione e dell’esportazioni. Il turismo resta comunque il settore chiave  rappresenta il 10% del Pil.