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Egitto: primi accordi tra militari e presidente, la transizione avanza

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Egitto: primi accordi tra militari e presidente, la transizione avanza

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L’esercito egiziano non potrà più arrestare dei civili: un tribunale del Cairo ha invalidato il decreto con il quale, poco prima del secondo turno delle presidenziali, i militari si erano attribuiti questo potere.

Un passo in più verso l’auspicata transizione, per la quale da ieri l’esercito e il neo-presidente Morsi stanno dialogando.
Alcuni punti di compromesso sarebbero già stati trovati, tra l’uomo dei Fratelli Musulmani e i militari: per esempio sulle elezioni legislative, invalidate da un altro recente decreto. Si tratterebbe, in questo caso, di tornare al voto solo per le candidature individuali contestate.
Sedutosi ieri alla scrivania che fu di Mubarak, Mohamed Morsi è poi pronto a nominare sei vice-presidenti, tra i quali una donna e un cristiano. E vi sarebbe anche un embrione di accordo per la ripartizione dei dicasteri nel prossimo governo. Passi importanti, in vista della proclamazione del Presidente che avverrà sabato.

Ma sono passi apparenti o reali? La stampa accoglie le novità con favore, per ora. E anche questo consulente del centro Ahram per gli studi politico-strategici pare ottimista:

“Il presidente Morsi e il dottor Mohamed Badie, guida suprema dei Fratelli Musulmani, attualmente tendono a una linea conciliante. E penso che Mohammed Morsi non aprirà alcun conflitto con il Consiglio Supremo delle Forze Armate. Almeno, non in questa fase”.

L’aspetto più delicato, però, deve ancora essere affrontato, nel dialogo tra Morsi e il Consiglio Militare: e cioè i poteri del Presidente, che sono stati drasticamente ridotti, a vantaggio dei militari, da un decreto di un paio di settimane fa.