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Tra attesa e inquietudine. I copti egiziani dopo la vittoria di Morsi

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Tra attesa e inquietudine. I copti egiziani dopo la vittoria di Morsi

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Si sentono preoccupati i copti d’Egitto dopo la vittoria del musulmano Mohamed Morsi alle presidenziali.

Nonostante siano stati discriminati sotto il regime di Mubarak, i cristiani copti, che rappresentano almeno il 10% della popolazione, hanno sostenuto fino alla fine la candidatura dell’ex premier Shafiq.

“È la prima volta da 60 anni che in Egitto, per volontà del popolo, si sceglie liberamente un presidente civile. Dalla rivoluzione degli anni Cinquanta, tutti i presidenti sono stati dei militari”, spiega un arcivescovo.

Tra i membri della comunità cristiana prevale la preoccupazione, con molti che temono nuove rappresaglie, dopo i numerosi attentati contro i copti registrati nei mesi scorsi.

“Non vediamo differenze tra Shafiq e Morsi. A noi interessa che qualcuno protegga i nostri diritti. Ci sono stati attacchi contro la Chiesa dei due Santi e ci sono stati i fatti del Cairo, ma nessuno si è interessato a noi. Dunque ci vuole qualcuno che ci protegga”.

Pensava forse a queste differenti sensibilitâ religiose, il neo presidente Morsi, quando nel suo primo discorso dopo l’elezione si è presentato come il presidente di tutti gli egiziani.