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Egitto. Morsi sfida i militari: "no a riduzione poteri presidente"

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Egitto. Morsi sfida i militari: "no a riduzione poteri presidente"

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Esplode la festa in piazza Tahrir. Il Fratello musulmano Mohamed Morsi è il primo presidente democraticamente eletto nella storia d’Egitto con il 51.7% dei voti.

Il nuovo capo dello Stato ha subito di fronte due sfide: la volontà della piazza di completare la rivoluzione e i militari, forti del potere legislativo sottratto al disciolto parlamento.

‘‘Respingo la decisione del Consiglio militare di restringere l’autorità del presidente”, ha detto Morsi che in precedenza aveva fatto appello all’unità del paese: “sarò il presidente di tutti gli egiziani dentro e fuori il paese, di tutti gli egiziani, musulmani e cristiani. Oggi l’Egitto ha bisogno di rimanere unito. La rivoluzione continuerà fino a quando non avrà raggiunto tutti i suoi obiettivi”.

Il risultato delle urne porta per la prima volta alla guida dello Stato un candidato che non proviene dalle gerarchie militari. Speravano nella continuità i sostenitori di Ahmed Shafiq. L’ex primo ministro sotto Hosni Mubarak ha ammesso la sconfitta.

Al Cairo si festeggiava ancora, quando il neo presidente rivolgeva a Israele il suo primo messaggio diplomatico: “rispetterò i trattati internazionali, tra cui l’accordo di pace”.

“La vittoria di Mohamed Morsi alle ezioni presidenziali non rappresenta necessariamente la fine della crisi politica in Egitto – conclude l’inviato di euronews al Cairo Riad Muasses – ma apre un nuovo confronto con il Consiglio militare che conserva ancora il potere legislativo e gran parte del potere esecutivo”.