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Egitto: ritratto di Mohamed Morsi


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Egitto: ritratto di Mohamed Morsi

Mohamed Morsi, 61 anni, ingegnere con master universitari negli Stati Uniti, noto per il forte rigore morale e per l’obbedienza al suo partito islamista.

È questo il profilo dell’uomo che i Fratelli Musulmani hanno candidato alla presidenza dell’Egitto.

In realtà una seconda scelta: il suo scarso carisma politico aveva portato la Fratellanza a preferirgli, in un primo momento l’uomo d’affari Khairat al-Shater, poi escluso dalla commissione elettorale per motivi tecnici.

Convinto di dover prendere in mano un mandato divino, Morsi si è presentato all’Egitto come l’anti-Mubarak, il campione della rivoluzione.

Nel 2006 l’opposizione al regime del rais, sotto il quale la Fratellanza Musulmana era illegale, gli era costata sei mesi di prigione.

Ma molti egiziani dichiarano di averlo votato “scegliendo il male minore”, più che nell’assoluta convinzione che il programma del Partito Giustizia e Libertà dei Fratelli Musulmani possa far “rinascere” l’Egitto.

Impensabile per queste persone esprimere un voto per Ahmed Shafiq, ultimo primo ministro di Mubarak e ritenuto il candidato del Consiglio militare che ha preso il potere dopo la rivoluzione.

La “Rinascita dell’Egitto” secondo Morsi è uno stato che faccia riferimento alla sharia, la legge coranica. Ma nel suo programma figura anche l’impegno per dare maggiore potere nella società egiziana alla donna, favorendone la partecipazione alla vita pubblica.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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