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In un mare di fango e polemiche, festival di Wight verso la conclusione

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In un mare di fango e polemiche, festival di Wight verso la conclusione

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Addormentarsi su un prato e risvegliarsi in un bagno di fango: l’idea di dormire in tenda non è delle più confortevoli, ma che potesse essere scomodo fino a questo punto le migliaia di persone affluite sull’isola di Wight non se l’aspettavano.

140.000 abitanti, l’isola di Wight accoglie ogni anno migliaia di persone per un festival che quest’anno dura quattro giorni e si concluderà domani con le esibizioni, tra gli altri, di Bruce Springsteen e Joan Armatrading.

Ma gli ospiti di quest’anno sono stati colti di sorpresa, anche se il maltempo era annunciato:

“Siamo arrivate giovedì, e qui era tutta erba. Ha iniziato a piovere verso le 5, la nostra tenda ha iniziato ad allagarsi, poi di notte si è alzato il vento… Di mattina la tenda stava crollando… Ma poi è volata via, e abbiamo dovuto andare a comperaci un’altra tenda”

55.000 gli spettatori di quest’anno, dei quali solo una parte è dotata dello spirito originario di questo festival, e anche del sempre utile senso dell’umorismo.

Gli altri, oggi, se la prendono con gli organizzatori, più che con Eolo o Nefele, dei del vento e delle nubi… Perché, dicono, non li hanno avvertiti: gli organizzatori, beninteso. Non li avrebbero avvertiti delle condizioni meteorologiche a rischio, tali da causare anche ingorghi e costringere centinaia di persone a dormire in auto.

Nonostante i disagi e le polemiche, comunque, il festival prosegue. Sperando in un po’ di clemenza dal cielo.