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Egitto: proteste e negoziati sottotraccia, domani proclamazione presidente

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Egitto: proteste e negoziati sottotraccia, domani proclamazione presidente

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Piazza Tahrir piena per il quarto giorno consecutivo e finora pacifica, nonostante la tensione data dall’attesa per il risultato delle presidenziali e dal sospetto che i militari stiano tentando di blindare il potere.
Il nome del nuovo Presidente egiziano si saprà domani alle 15, secondo quanto annunciato stamane dalla Commissione elettorale, che ieri lo aveva però promesso per oggi.

“Morsi rais”, scandisce la piazza: sarà lui, Mohamed Morsi, il candidato dei Fratelli Musulmani, oppure Ahmed Shafiq, ex generale e ultimo capo di governo sotto Mubarak.

I generali non intendono cedere tutti i poteri ai Fratelli Musulmani, usciti nettamente vincitori dalle elezioni. E questi invocano il rispetto degli esiti elettorali, pur dicendosi disponibili al compromesso. Da giorni sono in corso negoziati dietro le quinte. In piazza cresce l’inquietudine:

“Noi pensiamo che i rinvii della pubblicazione dei risultati elettorali significhino che sta succedendo qualcosa di sporco. Abbiamo i numeri, già da un paio di giorni. Perché questi ritardi? Non vogliono Morsi, secondo noi vogliono Shafiq. E stanno cercando il modo per ottenere questo.”

Secondo i vertici dei Fratelli Musulmani, però, il problema non è tanto il nome del presidente, quanto i suoi poteri effettivi, notevolmente ridotti dal recente decreto con cui i militari si sono riattribuiti la competenza legislativa.