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Siria: violenza in crescendo, servono aiuti umanitari per 1 milione e mezzo di persone

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Siria: violenza in crescendo, servono aiuti umanitari per 1 milione e mezzo di persone

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Servono aiuti umanitari per oltre un milione e mezzo di persone, bloccate dal conflitto: ma proprio l’insicurezza rende difficile raggiungerle.

È un rapporto odierno delle Nazioni Unite a rivedere al rialzo le stime peggiori: e il Programma Alimentare Mondiale fa sapere che entro fine mese raggiungerà, al massimo, 500 mila persone.

Homs, Deraa, Idlib, e anche la periferia di Damasco, sono luoghi in cui si spara quotidianamente, e nemmeno la Croce Rossa riesce più a entrare, in particolare a Homs, dove la popolazione è intrappolata nel tiro incrociato.

Dal 12 maggio, inizio della missione degli osservatori, almeno 15 cadaveri arrivano ogni giorno nell’ospedale militare di Damasco. In poco più di un mese, sarebbero almeno 600 i morti, che vanno ad aggiungersi agli oltre 10 mila dall’inizio della rivolta.

Ci si chiede se il piano di pace di Kofi Annan possa ancora avere qualche speranza. Altre opzioni, comunque, per ora non ci sono. E la Russia non sembra disposta ad accettare ingerenze straniere: “Imporre ai siriani decisioni che altri ritengono utili, ma che non sono il frutto di un dialogo inter-siriano? No grazie, noi respingiamo categoricamente quest’idea e certamente non vi parteciperemo” ribadisce il ministro degli esteri russo.

Gli osservatori delle Nazioni Unite restano per ora l’unica speranza, e l’unico punto d’osservazione indipendente. Ma nemmeno loro, in queste ore, riescono ad essere sul terreno con l’assiduità necessaria.