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Rio +20: verso la chiusura del vertice, molte ambizioni ma...

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Rio +20: verso la chiusura del vertice, molte ambizioni ma...

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Il vertice di Rio più 20 sullo sviluppo sostenibile si avvia alla chiusura, e scatta puntuale il dibattito tra chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi invece lo vede mezzo pieno.
190 i Paesi coinvolti, almeno altrettante le associazioni che manifestano e chiedono decisioni più nitide, più ambiziose; e tra queste i movimenti indigeni, che rivendicano maggior rispetto dei loro diritti.

E dall’altra governi ed organismi sovranazionali, che il bicchiere lo alzano per brindare al successo di un vertice capace di aprire all’economia verde, e avviare il percorso per inserire il conto ambientale nel PIL dei singoli Paesi.

“Il documento finale è molto solido, concreto, ambizioso e capace di dare buone fondamenta per costruire un futuro sostenibile”, ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, che ieri aveva lanciato un nuovo piano per la lotta alla fame nel mondo, basandosi sull’esperienza brasiliana delle cucine comunitarie e dell’agricoltura familiare.

Un ottimismo contradetto però dalle ultime statistiche, secondo le quali un miliardo di persone soffrono la fame, e dalle polemiche di associazioni come Oxfam, ActionAid o Greenpeace, secondo le quali non si può battere la fame senza sviluppo sostenibile, e non si può avere sviluppo sostenibile senza impegni precisi, che dal vertice, dicono, non sono emersi.