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Lodz, città alla ricerca d'acqua


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Lodz, città alla ricerca d'acqua

730 mila abitanti e nessun corso d’acqua. Vista dall’alto Lodz appare come una distesa urbana senza fine. Situata nel centro della Polonia, Lodz rappresenta un caso raro. Abbiamo cercato di capire come la città viva questa situazione e come l’acqua abbia influenzato la sua storia nel corso dei secoli.

Le campane suonano l’inno della città ogni giorno alle 12. Composto nel XIX secolo da Stanislaw Maniuszko, l’inno narra la storia delle industrie tessili, vera pietra miliare della città.

Il simbolo della città, però, è curiosamente rappresentato da una barca, sintomo di una frustrazione perennemente presente tra gli abitanti di Lodz.

Per le strade se interrogate su quale sia il fiume che scorre nella loro città, le persone appaiono incerte. Atteggiamento curioso, sicuramente unico caso in Europa.

Ma il sindaco della città, Hanna Zdanowska, ha una prospettiva diversa sulla questione:“La città di Lodsz è nata ed è cresciuta velocemente proprio grazie a diversi fiumi che l’attraversavano. Lodsz è posizionata infatti su ben 18 fiumi”.

Diciotto fiumi. Eppure, questo è l’unico vero corso d’acqua della città, di appena 10 metri di larghezza.
Gli altri somigliano per lo più a piccoli affluenti, che una volta giunti in città diventano canali.

La scarsità d’acqua è proprio all’origine di una delle sfide più importanti per la città, ovvero, come garantirsi acqua pulita. Il professor Maciej Zalewski, Direttore del Centro europeo d’Idrologia ci spiega il metodo utilizzato in città per la depurazione:“Ecco com‘è l’acqua che arriva nel sistema di depurazione. È questo il problema che dobbiamo risolvere”.

Ma un vero e proprio centro per la depurazione ha costi troppo alti per essere sostenuti, ecco allora che il sistema sviluppato dal professor Zalewski permette di risparmiare, assicurando risultati più efficaci. Infatti oltre alla sedimentazione, qui si utilizza anche il filtraggio dell’acqua e l’igienizzazione biologica.

Continua il Prof. Zalewski:“Grazie alla sedimentazione, il materiale inquinante rimane nel fondo. Poi grazie a queste lamelle, l’effetto è reso più efficace. Grazie a dei filtri tessili, si riesce a ripulire dall’acqua praticamente da tutte le componenti inquinanti, che poi trasformiano concime”.

Al termine del processo l’acqua è pura quanto quella di una sorgente di montagna. L’acqua viene così incanalata per alimentare il Parco Adam Mickiewicz.

L’assenza di un importante corso d’acqua ha fatto si che Lodsz si sia articolata completamente lungo la via principale. La Via Piotrkowska. Un rettilineo di 4 km.

Guardando Lodz dall’alto a spiccare sono soprattutto edifici di mattoni e le vecchie fabbriche tessili, alle quali si deve la ricchezza della città. Malgrado le apparenze, è stata proprio la presenza di acqua pulitissima a permettere lo sviluppo dell’industria tessile all’inizio del XIX secolo.

Il passato industriale è una vera e propria gloria per questa città, impegnata in un’operazione di riconversione delle vecchie fabbriche.

Hanna Zdanowska, Sindaco di Lodz, racconta:“La città si è sviluppata grazie a un grande capitale economico. Si è sviluppata nel XIX secolo. In quel periodo era tra le due o città al mondo a conoscere uno sviluppo rapidissimo. In meno di 100 anni siamo passati da una cittadina di poco più di 1500 abitanti a una metropoli di 620 mila persone. Vogliamo tenere vive le nostre origini. La salvaguardia delle infrastrutture e delle vecchie fabbriche è un’ottima occasione per la città”.

Risultato della riconversione industriale: il centro commerciale Manufaktura, il più grande della Polonia. Realizzato lì dove sorgevano le vecchie fabbriche Poznanski, è il frutto d’investimenti privati.

Non soltanto centri commerciali, ma anche arte. Il centro d’arte di Lodz è aperto soltanto a metà, i lavori per la sua ultimazione sono ancora in corso.

Krzysztof Candrowic, Direttore Centro d’Arte Città di Lodz spiega:“Ci troviamo in una ex fabbrica tessile costruita nel 1820 dall’imprenditore, Karl Scheibler. È stata trasformata in centro d’arte. Qui ospitiamo moltissimi artisti, festival ed eventi. Ma soprattutto si conta nei prossimi due anni, al termine dei lavori di arrivare a 10mila metri quadri, nascerà così il Centro d’incubazione artistica Inkubator”.

Anche l’edificio che ospitava la vecchia centrale elettrica di Lodz è stata trasformata in un cantiere. Un progetto su cui la città punta moltissimo. Considerato l’opera di riqualificazione industriale più grande al mondo. Nel cantiere lavorano circa 300 operai. Obiettivo: creare il nuovo centro urbano della città. Prevista in prossimità anche la nuova stazione.

Pawel Zuromski, Direttore del Progetto:“Ci troviamo esattamente al centro della vecchia centrale elettrica. L’intero complesso è datato 1907. Una volta finiti i lavori qui sorgerà un grandissimo centro d’arte cinematografica.
E la parte più importante sarà rappresentata dal teatro sonoro. Ovvero uno studio di registrazione in grado di ospitare un’orchestra sinfonica o un coro.
Ma ci sarà anche una vecchia sala di proiezione dove organizzeremo mostre e conferenze. In questa parte attiveremo un planetario per la visione di film in 3D. Questa zona è chiamata la nuova centrale, perché costruita nel 1930. Qui sorgerà un centro di ricerca tecnologica. Le istallazioni serviranno per lo più a spiegare i principi della produzione d’energia”.

Lodz, però, continua a cercare sorgenti d’acqua. Per vivere, divertirsi, ma anche per prendere il largo e aprirsi al mondo.

Per questo la città ha bisogno del supporto dell’intera regione.

Il centro di riutilizzo delle acque è stato costruito nel 1974 e serve all’incirca 830mila persone. È il più grande di tutta la Polonia.

Per Lodz un modo per aprirsi all’Europa però c‘è. Si tratta delle grandi arterie autostradali che passano proprio in prossimità della città. L’A1 e l’A2, che rappresentano due degli assi portanti della rete autostradale europea.

L’incrocio di queste due vie è una delle ragioni che ha avallato la creazione di un polo industriale in questa regione. Le imprese che decidono di istallarsi qui possono godere, inoltre, di condizioni fiscali privilegiate.

La costante ricerca d’acqua ha fatto si che gli abitanti di Lodz abbiano scoperto la fonte d’acqua calda della città di Poddebice, utilizzata tra l’altro per alimentare l’ospedale della città. La fonte è servita anche all’istallazione di un centro termale.

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