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Rio+20, per la Terra un vertice senza attese

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Rio+20, per la Terra un vertice senza attese

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Se al G20 messicano le aspettative non erano elevate, figurarsi al Rio+20. Il summit brasiliano 20 anni dopo il “Vertice della terra” soffre della crisi economica che impone altri temi in cima alle agende delle potenze mondiali. Ciononostante, François Hollande non ha esitato a riproporre il suo cavallo di battaglia.

“La Francia – ha detto dal palco il capo dell’Eliseo – resta determinata a istituire, con gli Stati che lo vorranno, europei e altri, una tassa sulle transazioni finanziarie. E mi prendo l’impegno che, se questa tassa verrà istituita, una parte dei suoi proventi sarà destinata allo sviluppo”.

Mentre i capi delle 193 delegazioni, in una Rio de Janeiro tirata a lucido per promuovere mondiali di calcio e Olimpiadi di prossima organizzazione, danno vita a una tre giorni che sin dalla bozza iniziale appare già un fallimento, per le strade esplode la protesta indigena.

Il movimento ecologista brasiliano è fortemente caratterizzato dai capi delle diverse etnie amazzoniche, che hanno sfilato bersagliando con cori e striscioni soprattutto la presidente Dilma Rousseff.