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L'Egitto non ha ancora un presidente. Clinton, militari cedano potere

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L'Egitto non ha ancora un presidente. Clinton, militari cedano potere

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Gli islamici scendono in piazza mentre l’esercito mette i soldati in stato d’allerta.

L’Egitto non ha ancora un presidente e non ha più un parlamento. La commissione elettorale ha rinviato la proclamazione del capo dello Stato, mentre una commissione di magistrati indipendenti assegna la vittoria al candidato dei Fratelli musualmani Mohamed Morsi.

“La Giunta militare sta calpestando il diritto degli elettori sciogliendo l’assemblea senza motivazioni legali – dice un manifestante – La commissione elettorale ha dato delle indicazioni e anche se avesse deciso di sciogliere il parlamento, i deputati avrebbero dovuto rimanere in carica fino a nuove elezioni legislative”.

Un giornale del Cairo titola: è l’ora dello scontro e la preoccupazione arriva fino a Washington. Gli Stati Uniti hanno appoggiato la rivoluzione e ora temono che i militari al potere possano compromettere la svolta democratica.

“L’esercito deve assumere un ruolo adeguato, che non è quello di cercare di interferire, dominare o sovvertire l’autorità costituzionale – ha detto il segretario di Stato americano Hillary Clinton – Devono approvare una costituzione. Hanno tanto lavoro da fare”.

I Fratelli musulmani – sicuri del successo – promettono che non ci saranno scontri in caso vittoria di Ahmed Shafiq. Ma neanche loro hanno il completo controllo della piazza dove la tensione resta alta.