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Egitto, slitta la proclamazione del nuovo presidente

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Egitto, slitta la proclamazione del nuovo presidente

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Non si saprà nemmeno giovedì 21 giugno il nome del nuovo presidente egiziano. La commissione elettorale ha rinviato l’annuncio, che dovrebbe arrivare tra sabato e domenica.

Tra i sostenitori di Mohamed Morsi, che ritengono il candidato dei Fratelli musulmani il sicuro vincitore, cresce la diffidenza verso i militari.

Il portavoce del dissolto Parlamento egiziano a maggioranza islamica, Saad Al-Katatni, si dice sicuro che “Il consiglio militare non lascerà il potere al 30 di giugno. Continuerà a detenerlo e, anche dopo la realizzazione della nuova costituzione, terrà il potere legislativo, fino all’elezione di un nuovo Parlamento. Questo potrebbe richiedere mesi, o anche anni”.

La motivazione ufficiale del rinvio è che occorre più tempo per esaminare i circa 400 ricorsi presentati dai due candidati. Lo scarto tra Morsi e Shafiq sarebbe di circa 700 mila voti.

Gli umori della piazza sono neri: “Il conteggio dei voti è accurato. Lo prova il fatto che il numero finale di voti annunciato dal comitato elettorale di Mursi è lo stesso riportato dal movimento Giudici per l’Egitto”.

Ancora più netto un altro parere: “Ritardare la diffusione dei risultati significa che c‘è l’intenzione di manipolarli, di ingannare il presidente eletto”.

In un Paese spaccato come quello uscito da queste presidenziali, basta poco per rovesciare l’esito elettorale.