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Egitto. Islamici in piazza: "aspettiamo i risultati delle presidenziali"

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Egitto. Islamici in piazza: "aspettiamo i risultati delle presidenziali"

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Gli islamici scendono in piazza e la giunta militare mette i soldati in stato d’allerta. L’Egitto non ha più un parlamento e non ha ancora un presidente.

La commissione elettorale ha rinviato la proclamazione del capo dello Stato alla fine di questa settimana, mentre una commissione di magistrati indipendenti assegna la vittoria al candidato dei Fratelli musulmani, Mohammed Morsi.

“Dicono che stanno prendendo in esame i ricorsi dei candidati. È un lavoro che richiede non più di 24 ore – sostiene un elettore dei Fratelli musulmani – Stanno giocando con i nostri nervi, ma conserveremo la pazienza fino a quando tutti i risultati saranno ufficializzati”.

Mistero sul nuovo, ma anche sul vecchio presidente. Hosni Mubarak, ricoverato in ospedale, era stato dato come clinicamente morto dalla stampa e poi in coma, ma vivo, da avvocato e militari.

In molti attendono la sua morte: “Se avesse avuto un po’ di dignità, avrebbe portato indietro i soldi che ha inviato all’estero – dice Hesham, suo figlio è stato ferito durante il tentativo di repressione del regime – Sta per morire e Dio gliene chiederà conto. Sarà chiamato a rispondere per gli 80 milioni di egiziani che ha ridotto alla fame e per quelli che ha ucciso a Port Said”.

L’ultimo faraone, 84 anni, è stato condannato all’ergastolo per aver ordinato la sanguinosa repressione della rivolta durante la primavera araba. Diversi analisti scommettono che l’annuncio della sua morte arriverà con la proclamazione del nuovo presidente.