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Calo turisti in Grecia: corsa contro il tempo per recuperare le prenotazioni perse

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Calo turisti in Grecia: corsa contro il tempo per recuperare le prenotazioni perse

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La Grecia soffre e insieme ad essa il turismo, settore nevralgico dell’economia ellenica.

Sono soprattutto i tedeschi che quest’anno hanno scelto altre destinazioni, portando a un ribasso degli introiti del 7,9%. A scoraggiarli gli scioperi, le immagini delle città greche sconvolte da manifestazioni disperate, anche violente, e il fantasma dell’uscita del Paese dall’euro.

L’anno scorso i vacanzieri partiti dalla Germania erano stati 2 milioni e 200 mila.

Ma il 2011 è stato, in generale, un anno record per il turismo ellenico, con 16 milioni e mezzo di visitatori.

Le entrate hanno rappresentato il 15,7 del PIL, impiegato il 18,4% della forza lavoro e prodotto un ritorno economico pari a 10 miliardi di euro.

Quest’anno invece le prenotazioni stanno deludendo le aspettative: l’Associazione delle imprese greche del settore (SETE), parla del 15% in meno degli incassi previsti.

Il vicepresidente Yiannis Retsos racconta: “La situazione è molto difficile. Siamo alle porte di luglio e agosto, i mesi più importanti per il turismo in Grecia. Siamo in ritardo per rilanciare l’immagine del Paese, ma penso abbiamo il tempo per recuperare le prenotazioni perse fino a questo momento”.

Per le imprese del settore restare nell’euro è un imperativo e la Grecia può farcela solo puntando sulla qualità della sua offerta e sulla ricchezza artistica e paesaggistica.

Ma intorno ai lussuosi paradisi alberghieri, c‘è una popolazione che soffre. Sempre più ateniesi fanno fatica ad assicurarsi i pasti quotidiani.

Xenia Papastravrou ha fondato un’associazione che fa incontare questi due mondi paralleli:

“L’Associazione alberghiera ateniese svolge un ruolo molto importante per noi”, racconta, “Ci fornisce 1250 pasti a settimana, cucinando per mense e istituzioni locali”.

Una bella storia di sinergie che fanno bene ad un Paese con il 22,6% della popolazione disoccupata. E che ora deve fare i conti anche con le perdite nel settore turistico, la gallina dalle uova d’oro della Grecia.