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Mubarak "clinicamente morto", ma anche "tecnicamente vivo"

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Mubarak "clinicamente morto", ma anche "tecnicamente vivo"

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Forse sono solo due modi diversi per dire la stessa cosa, giocando con le parole per non consegnare ancora Hosni Mubarak alla storia. L’ex presidente egiziano è stato dichiarato clinicamente morto dai medici, il che non vuol dire che non possa essere “tecnicamente vivo”, come dicono altre fonti, mantenuto in un limbo dai macchinari.

L’ictus avuto ieri ha reso critiche le condizioni di Mubarak, costringendo al suo immediato trasporto in ospedale, dal carcere dove si trovava dal 2 giugno, dopo la condanna all’ergastolo.

In un Egitto pur in un momento cruciale, non può che essere l’argomento del giorno.

Tra i pareri raccolti tra la folla, c‘è chi semplicemente non vuole più sentir parlare dell’ex raìs: “Non abbiamo bisogno di nulla da lui o dalla sua famiglia. Vogliamo che ci lascino stare, perché siamo stanchi di loro. Guardiamo avanti, cerchiamo buoni governanti. Vogliamo vivere, vogliamo sicurezza, una vita decente, libertà e vogliamo ritrovare la nostra dignità”.

Ma anche chi, dopo meno di un anno e mezzo dalle sue dimissioni, già si mostra nostalgico: “Qualunque cosa accada, voglio dire che abbiamo vissuto per 30 anni sotto di lui senza essere coinvolti in guerre. Certo, sotto il suo regime c’era gente molto povera, ma c’erano molte persone che hanno fatto cose buone per il Paese”.