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G20: crisi europea e Siria, questioni irrisolte

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G20: crisi europea e Siria, questioni irrisolte

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All’Europa si chiede più rapidità nelle decisioni per evitare un contagio globale della nuova ondata di crisi che la attraversa, ma nel vecchio continente non pare ci sia molta voglia di farsi dettare i tempi dell’agenda, che comprende tra l’altro una maggiore integrazione bancaria, dagli altri membri del G20.

Dal vertice di Los Cabos c‘è comunque chi esce con qualche speranza in più: “Sono fiducioso che, grazie al rafforzamento della cooperazione tra alcuni Paesi, la tassa sulle transazioni finanziarie potrà essere presto realtà. Quando dico presto, intendo nel 2013” ha detto il presidente francese François Hollande.

Ma in Messico si è anche parlato di Siria. Per il presidente Barack Obama, un’occasione per ribadire la richiesta americana di una rapida transizione.

“Avremo anche l’opportunità di discutere della situazione in Siria e di arrivare a un approccio comune che possa porre fine al bagno di sangue che sta avvenendo e conduca a cambiamenti nel Paese che penso tutti auspichiamo” ha affermato Barack Obama prima di un incontro bilaterale con il presidente cinese Hu Jintao.

Le posizioni, però, si sono dimostrate ancora lontane. Pur riconoscendo il rischio di guerra civile, Russia e Cina non ne vogliono sapere di discutere piani che possano prevedere l’allontanamento di Bashar al Assad.