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Confusione sullo stato di salute di Mubarak

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Confusione sullo stato di salute di Mubarak

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È giallo sulla sorte di Hosmi Mubarak. Dopo che ieri l’ex presidente egiziano era stato dato per clinicamente morto dalla televisione di stato, oggi fonti della sicurezza e fonti mediche parlano di coma. Nella notte l’ottantaquattrenne ex rais sarebbe stato sottoposto a defibrillazione cardiaca e sarebbe stato messo sotto respirazione artificiale.

Diversa la versione dell’avvocato dell’ex presidente, secondo il quale Mubarak starebbe meglio.

Condannato all’ergastolo il 2 giugno scorso perché ritenuto responsablile delle vittime provocate dalla repressione in piazza Tahrir, l’ex capo di stato aveva avuto un ictus ed era stato trasferito dalla prigione di Tora all’ospedale militare di Maadi. Questa mattina davanti alla clinica c’era uno sparuto gruppo di sostenitori in attesa di informazioni:

“Spero che Allah conceda il perdono alla sua anima, se è deceduto. Ha fatto molte cose buone per questo paese e non lo dimenticheremo”.

Architettato ad arte per manipolare la folla oppure autentica incertezza, al Cairo sembrano in pochi ad essere interessati a questo balletto di notizie e smentite:

“Mubarak non è più nei nostri cuori, non ha più importanza ormai, quello che conta è ciò che succederà adesso. Quel che è stato è stato, ora è nelle mani di Dio”.

Il Rais appartiene al passato, gli egiziani lo hanno già consegnato alla storia. Il futuro, che conta, è l’annuncio ufficiale del vincitore delle presidenziali, previsto per domani.