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Rifugiati: il 2011 un anno catastrofico

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Rifugiati: il 2011 un anno catastrofico

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Dalla primavera araba alla carestia nel Corno d’Africa, dalle violenze in Somalia ai disordini in Costa d’Avorio: il 2011 è stato un anno di record negativi per i rifugiati. Secondo il rapporto annuale appena divulgato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sono 800.000 in più.
 
Un dato poco rassicurante con cui celebrare - come ogni 20 giugno – la Giornata Mondiale dei Rifugiati: “Siamo in una situazione estremamente difficile per potere rispondere ai bisogni di così tante persone in difficoltà – dice António Guterres, Alto Commissario per i Rifugiati -. Posso dire che siamo testimoni di una sofferenza umana su scala epica”.
 
Nel 2011, circa 42,5 milioni di persone nel mondo sono state costrette a lasciare la propria casa. Sono soprattutto rifugiati, o persone che si sono spostate in altre zone del proprio Paese, ma anche richiedenti asilo. In Europa è la Germania ad accogliere il maggior numero di rifugiati.
 
L’Onu lancia l’allarme: il numero delle persone ad avere bisogno cresce, ma i mezzi a disposizione calano, anche a causa della crisi finanziaria.