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La Grecia fra nuovo governo e debito pubblico

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La Grecia fra nuovo governo e debito pubblico

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Nonostante il risultato elettorale abbia timidamente rassicurato l’Europa sull’eventualità che la Grecia non esca dall’Euro, resta il fatto che il tracollo finanziario ellenico si tocca ancora con mano. Il futuro della Grecia è legato ai suoi creditori e i soldi non ci sono. Dal 2010 le somme per il salvataggio erogate dall’Unione europea e dalle istituzioni finanziarie internazionali si aggirano attorno ai 230 miliardi di euro: 110 miliardi il primo importo, 130 l’ultimo, del 14 marzo scorso.
“Nell’ultimo anno e ancora per un anno e mezzo il settore privato ha accusato una tremenda stretta sul credito – spiega il presidente della camera di commercio greca – Ci devono essere sacrifici ma i greci devono sapere quanto dureranno, quando finiranno, quando vedranno l’uscita dal tunnel”.
I vincitori delle elezioni elleniche che si preparano a formare un nuovo governo, si dicono fiduciosi nel raggiungere il più ampio consenso. Al momento, soltanto i mercati sembrano dare fiducia ad Atene, con le prime due sedute post elezioni archiviate in deciso rialzo, una boccata d’ossigeno di oltre 3 punti percentuali a seduta.

La corruzione e un sistema clientelare che perdura da 30-40 anni hanno portato la Grecia sull’orlo del baratro. Cosa cambierà con il governo Samaras, formato da partiti che sono accusati di aver alimentato questo sistema?
Per cercare di capire cosa attende il paese, euronews ha parlato con il braccio destro del premier, Dimitrios Tsomocos.

Laura Davidescu, euronews:

“Se l’austerità ha fallito per mancanza di rigore e se il governo greco ha la possibilità di ricominciare dal principio, che cosa dovrebbe rinegoziare il nuovo governo?”

Dimitrios Tsomocos:

“Il punto principale è la rinegoziazione e la sostituzione delle misure di austerity con provvedimenti che incitino la crescita.
Restituzione, rettifica, ricostituzione per le inigiustizie sociali commese. Liquidità per le banche per ridare ossigeno all’economia reale. Un piano di investimento più lungimirante, più veloce e riforme strutturali.

Ultima, ma non meno importante, la riforma del sistema fiscale; ci vogliono meno tasse, l’economia greca è in recessione, le attività commerciali chiudono, i greci hanno problemi economici, un sistema fiscale meno pesante, per le imprese e per i singoli potrebbe rilanciare l’economia, per salvarla dalla morsa recessiva”.

euronews:

“Sono un imprenditore greco, pieno di idee brillanti, busso alla porta dell’amministrazione. Che risposta riceverò? Mi daranno il via libera?”

Dimitrios Tsomocos:

“Il principale obiettivo del nuovo governo è rispondere alle aspettative dei mercati per ridare fiducia ai mercati stessi e far ripartire gli affari. Solo allora gli investitori ricominceranno a investire, avendo fiducia nell’economia greca.
Solo quando i rapporti con l’economia reale diventeranno più semplici, piû efficienti e anche più intelligenti, rispetto al rapporto burocratico attuale che è passivo e paternalistico”.

euronews:

“Avete comunque bisogno di soldi e dovrete negoziare per questo. Il governo di Samaras che atteggiamento terrà di fronte ai partner europei, di fronte ai tedeschi nell’ora dei negoziati”.

Dimitrios Tsomocos:

“Samaras ha dimostrato di essere un buon negoziatore uno che non batte ciglio. Non mi piace vedere in Germania e Grecia due antagonisti, siamo sulla stessa barca. È tempo che l’Unione europea si alzi, incoraggi la crescita, e sostituisca l’austerity con la crescita e capisca che la crisi greca del debito sovrano è un porblema che riguarda tutta l’Europa.
Non si può andare avanti con Paesi che godono di un surplus, i Paesi del nord Europa, e paesi che sono continuamente in deficit. Bisogna far convergere le diverse economie, con le misure pensate da Jacque Delors, Helmot Kohl, François Mitterand. Dopo quanto è accaduto in Spagna, gli europei hanno capito che questi cambiamenti sono urgenti”.