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G20 e Brics chiedono all'Europa passi decisivi per uscire dalla crisi

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G20 e Brics chiedono all'Europa passi decisivi per uscire dalla crisi

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Gli altri leader del G20 premono su quelli europei, che promettono il massimo impegno ma cercano di evitare il ruolo di osservati speciali e dividere gli oneri per trovare gli antidoti alla crisi. Dopo la prima giornata, quello di Los Cobos, in Messico, appare l’ennesimo vertice interlocutorio.

Quello europeo di fine mese, assicura il presidente della commissione, Josè Manuel Barroso, non sarà così: “Mi aspetto – ha affermato – che i leader del G20 ci sostengano ed esprimano fiducia nei passi già compiuti dall’Europa e in quelli che ci accingiamo a compiere a breve. Ma le sfide non sono solamente europee, sono globali”.

Gli Stati Uniti hanno plaudito alle iniziative prese da Spagna e Italia per arginare la crisi. Ma i ‘colossi’ più giovani non paiono pensarla allo stesso modo: “I mercati e la gente hanno perso fiducia nelle soluzioni che i Paesi dell’Eurozona stanno implementando. Vuol dire che non sono sufficienti a risolvere i problemi” sostiene il ministro delle Finanze brasiliano, Guido Mantega.

I membri del Brics, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, più abituati al pragmatismo che ha fatto sviluppare le loro economie negli ultimi decenni, hanno annunciato l’aumento dei loro contributi al Fondo monetario internazionale. La sola Pechino verserà 43 miliardi di dollari in più. Ma il sostegno, fanno sapere i leader dei Paesi che crescono, non potrà essere privo di contropartita.