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Dalla Coca Cola all'energia: Myanmar apre ai privati

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Dalla Coca Cola all'energia: Myanmar apre ai privati

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Il Myanmar apre all’economia di mercato. Dopo aver approvato le riforme che hanno permesso la liberazione di Aung San Suu Kyi e la sua elezione in parlamento, il capo dello Stato annuncia un pacchetto di privatizzazioni.

Non solo il ritorno della Coca Cola sugli scaffali dei supermercati, ma la fine del monopolio pubblico in diversi settori, dall’energia alle telecomunicazioni.

“Nel primo anno, il governo ha lavorato sulle riforme politiche e la riconciliazione nazionale – ha detto il capo dello Stato, Thein Sein – A partire da quest’anno, lavoriamo ad una seconda ondata di riforme che si concentrerà in particolare sullo sviluppo del paese”.

A ricordare all’opinione pubblica mondiale che la strada è ancora lunga ci hanno pensato i rifugiati birmani nelle Filippine. L’esercito continua ad arruolare bambini, il governo detiene ancora centinaia di prigionieri politici. Restano impunite le violenze dei militari contro le donne appartenenti alle minoranze etniche e 30 mila persone sono in fuga dalle violenze settarie nell’ovest del paese.