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Chiuse in Ruanda le "gacaca", le corti popolari del genocidio

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Chiuse in Ruanda le "gacaca", le corti popolari del genocidio

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Quasi vent’anni dopo il genocidio, chiudono in Ruanda le gacaca. Le controverse corti popolari istituite per velocizzare i procedimenti di centinaia di migliaia di sospettati di genocidio in attesa di giudizio – criticate dai gruppi di sostegno dei diritti umani per il mancato rispetto delle norme internazionali – non si riuniranno più.
“Le corti gacaca sono state importanti per la giustizia e la riconciliazione – ha detto il presidente del Ruanda Paul Kagame -. A dire il vero, hanno avuto uno scopo molto più ampio”.

È stato proprio il presidente Paul Kagame a chiudere ufficialmente a Kigali le gacaca. Dal 2005 si erano riunite nei villaggi di tutto il Paese, spesso all’aperto, per accelerare i procedimenti relativi al massacro da parte delle milizie dell’etnia hutu di circa 800.000 tra tutsi e hutu moderati tra aprile e giugno del 1994.

Il Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite per il Ruanda – istituito nella vicina Tanzania – ha finora condannato una quarantina di persone. Dovrebbe chiudere alla fine di quest’anno.