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Francia: dall'iperpresidente all'ipermaggioranza

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Francia: dall'iperpresidente all'ipermaggioranza

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Fino a prima del voto, in Francia si parlava di iperpresidente, oggi si parla di un presidente normale con un’ipermaggioranza. François Hollande ha i pieni poteri grazie alle elezioni politiche che hanno dato la maggioranza assoluta ai socialisti. Se a ciò si aggiunge la superiorità del partito della rosa nelle amministrazioni locali, il capo dello stato ha tutte le leve. Ma anche una grande responsabilità: se fallisse, difficile trovare scusanti. Ecco come la vede il ministro dell’interno Manuel Valls:

“Per rimettere in piedi il paese tutti i francesi devono fare uno sforzo, ma con equità, tramite una riforma fiscale. Non sarà facile, però lo dobbiamo fare”.

Fra i danni collaterali, la caduta della ex moglie del capo dello stato, Ségolène Royale, che puntava a presiedere l’Assemblea Nazionale e invece non è stata neanche eletta, per una congiura di palazzo, accusa lei.

L’estrema destra del Front National ritorna in parlamento, dopo un ventennio, con due eletti. Ma la bionda sullo scranno non è quella che tutti attendevano. Viene eletta Marion Maréchal-Lepen, nipote di Jean-Marie Lepen, e non la zia Marine.

La disfatta della formazione dell’ex presidente Nicolas Sarkozy è completa, tanto che il più credibile aspirante alla guida dell’UMP, Jean-François Copé, parla di rifondazione:

“Il mio ruolo adesso è quello di fare un vero lavoro di riflessione programmatica, di rimettere sul tavolo tutte le grandi idee che ci consentiranno di costruire il futuro, ricordando a tutti l’importanza dell’unità”.

Con tante rose in parlamento, Hollande può calare sul tavolo europeo una legittimazione popolare che rinforza la sua credibilità per proporre la crescita come risposta alla crisi.

Di fronte c‘è una cancelleria tedesca fragile sul piano politico interno e che deve ancora superare le forche caudine delle urne.