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Lo scrutinio in Grecia potrebbero riservare qualche sorpresa, se quasi la metà degli elettori voterà per qualcun’altro rispetto a un mese e mezzo fa appena. Secondo un sondaggio, infatti, il 40% dei cittadini ha cambiato idea dalle elezioni del 6 maggio.

I principali leader si sono recati alle urne. Il primo, di buon mattino, Antonis Samaras, capo dei conservatori, che ha parlato di una “nuova tappa” per il Paese, ricordando il “cruciale” significato delle elezioni odierne.

Il suo partito è testa a testa con la sinistra radicale Syriza, che ha raccolto consensi attorno all’idea di rinegoziare gli accordi con Unione europea e Fondo monetario internazionale. Il leader trentasettenne, Alexis Tsipras, fuori dal seggio ha evocato un cammino di speranza, con la Grecia partner alla pari degli altri Paesi europei.

Rischia un’emorragia di voti il partito socialista di Evangelos Venizelos, che resta però un attore importante della partita. È a lui che Samaras si appoggerebbe per formare un governo di coalizione in caso di vittoria.

Urne chiuse alle 19 ora locale, i primi risultati sono attesi in serata.

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