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Alta tensione per le elezioni egiziane

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Alta tensione per le elezioni egiziane

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Urne aperte per 50 milioni di egiziani, chiamati a eleggere il proprio Presidente a 16 mesi dalla caduta di Hosni Mubarak.

Grande il dispiegamento di forze dell’ordine nei seggi: 150mila i militari coinvolti, oltre a numerosi agenti di polizia.

Si affrontano i due candidati usciti vincitori dal primo turno: Mohamed Morsi, dei Fratelli musulmani e Ahmed Chafiq, ex capo di governo.

Insieme, non hanno raggiunto neanche la metà dei consensi allo scorso scrutinio, lasciando non rappresentata buona parte dell’elettorato laico e moderato.
A molti la chiamata si presenta come una scelta estrema, tra un ex fedele di Mubarak che rischia di dare continuità al vecchio regime e Morsi, che significherebbe l’ingresso della religione in politica.

È atteso, infatti, un alto tasso di astensione, mentre la piazza è tornata ad infuocarsi dopo la decisione della Corte costituzionale di sciogliere il parlamento.

Si vota oggi e domani; i risultati ufficiali sono attesi per il 21 giugno.