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Voto ad alta tensione in Egitto "primavera araba al bivio"

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Voto ad alta tensione in Egitto "primavera araba al bivio"

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Conto alla rovescia carico di tensione per il secondo turno delle presidenziali in Egitto. La sfida tra il capo dei Fratelli musulmani Mohamed Mursi e Ahmed Shafiq, sostenuto dalla Giunta militare, potrebbe causare nuove violenze dopo che la Corte costituzionale ha sciolto il parlamento e ha dato il via libera alla candidatura dell’ex premier di Mubarak.

“La giunta militare non riflette le aspirazioni del popolo egiziano – dice un dimostrante anti-Shafiq ad Alessandria – La gente dovrebbe manifestare, sabato e domenica, e dare l’ultima parola. Mi auguro che Mursi vincerà le elezioni, anche se alcuni esponenti del suo movimento non mi piacciono. Ma lui è l’unico in grado di rovesciare i militari e avviare con successo una nuova rivoluzione”.

In molte citta la gente è scesa in piazza per denunciare quello che definiscono un tentativo di golpe e il candidato dei Fratelli musulmani avverte che in caso di irregolarità, questo innescherà una grande rivoluzione.

Shafiq, in caso di vittoria, darebbe continuità alla tradizione dei militari eletti presidente dal 1952 a oggi.

Un’ipotesi che avrebbe il sapore della beffa per i figli della rivoluzione, tornati ad affollare piazza Tahrir: “Penso che stiamo correndo il rischio di una grande guerra nel paese – dice Iman Ahmed, una manifestante che per protesta contro la Giunta ha avviato uno sciopero della fame – Questa è la mia opinione, ma tanta gente la pensa come me”.

L’esercito egiziano ha rafforzato la propria presenza intorno al parlamento al Cairo. La primevera araba è a un bivio – sostengono i Fratelli musulmani – che prevedono per la fragile democrazia egiziana giorni molto difficili.