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Vigilia di ballottaggio in Egitto. L'esercito accusato di voler fare la controrivoluzione

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Vigilia di ballottaggio in Egitto. L'esercito accusato di voler fare la controrivoluzione

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La tensione è alta in Egitto alla vigilia delle elezioni, dopo che ieri la Corte costituzionale ha sciolto il parlamento. I movimenti musulmani hanno gridato al golpe, mentre i partiti di sinistra, laici e liberali accusano l’esercito di voler attuare una controrivoluzione.

I supremi giudici hanno annullato per incostituzionalità la legge che impediva agli esponenti del vecchio regime, come l’ex premier Ahmed Shafiq, di candidarsi alle elezioni. E così l’ultimo capo di governo sotto Mubarak ha la strada spianata per il ballottaggio che si svolgerà fra domani e domenica.

L’altro protagonista del secondo turno Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Mussulmani ha accettato la decisione della Corte e non ritirerà la sua candidatura, quindi le elezioni presidenziali si dovrebbero svolgere normalmente, anche se il paese è senza potere legislativo. Ma bisognerà vedere come reagiranno gli egiziani che già ieri sono scesi in piazza.

Il nostro collega della redazione arabofona Fawzi Sadallah ha sentito il corrispondente dal Cairo di Euronews Ryad Muasse:

“Abbiamo con noi Ryad Muasse, che sta seguendo da vicino gli sviluppi della situazione. Qual è l’atmosfera in Egitto e come reagiscono gli egiziani all’indomani della dissoluzione del parlamento?”

Ryad Muasse: “Attualmente in Egitto la popolazione è divisa, una parte sostiene Ahmed Shafiq o quello che viene definito il vecchio regime, un’altra parte è contro il vecchio regime e quindi contro la decisione della Corte costituzionale. Abbiamo una rivoluzione e una controrivoluzione, ma l’impegno di coloro che sostengono la rivoluzione potrebbe scemare, per via degli sbagli commessi dai Fratelli musulmani a partire dalle elezioni politiche. Nel frattempo la controparte, il Consiglio militare, muove i fili ed io, personalmente, direi che il Consiglio militare sta manovrando con abilità.
Prima di tutto c‘è stato il processo, che si è concluso con l’assoluzione di parecchi esponenti del clan Mubarak, poi la dissoluzione del parlamento, giovedì. È un brutto colpo per i Fratelli musulmani che dominavano le camere.

Oggi il Consiglio militare è un attore essenziale del gioco politico egiziano…per esempio ieri l’esercito ha distribuito dei volantini per esortare la gente a votare. Il foglio è firmato ‘Dipartimento delle questioni morali delle forze armate’ ciò vuol dire chiaramente che vogliono giocare un ruolo in queste elezioni e, in un modo o nell’altro, vogliono che Shafiq vinca. E questo rende furiosa una larga parte della popolazione egiziana, che è contraria al ritorno dell’antico regime”.

euronews: “Quali sono dunque le prospettive per il futuro dell’Egitto?”

Muasse: “Oggi si prevede che se a vincere le elezioni sarà Mohammed Morsi, il candidato dei Fratelli musulmani, la presidenza assumerà un carattere simbolico, senza un vero potere. Invece se a prevalere sarà Ahmed Shafiq, il Consiglio militare e tutte le forze del passato saranno con lui e lo sosterrano. Assisteremo all’avvento di un regime duro, che favorirà il ritorno della vecchia guardia.

Oggi nella popolazione c‘è grande inquietudine e il timore di un possibile azzeramento di quanto ottenuto. Ma c‘è da constatare anche una preoccupazione a livello internazionale, poiché ci saranno senz’altro grandi manifestazioni e violenze”.