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Ucraina: il calcio unisce un Paese diviso

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Ucraina: il calcio unisce un Paese diviso

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Sventola a Kiev la bandiera dell’Ucraina, dove il calcio diventa una sorta di terapia. Il pallone – raccontano i corrispondenti di euronews – unisce gli abitanti di un Paese ancora segnato dalle tensioni con le comunità russe. “Sono orgoglioso del mio Paese – dice un taxista -, orgoglioso del fatto che siamo riusciti a fare impallidire gli avversari”.

Nella capitale, molte famiglie si sono unite per fare il tifo per l’Ucraina, e per condividere momenti di spensieratezza. “Quando le persone sono di cattivo umore, apatiche, ecco, un’iniezione di gioia e di fortuna – dice Vyacheslav Ferents -. Forse qualcuno compierà qualche buona azione, forse l’umore migliorerà. Vediamo cosa succede”. “Durante la partita si dimenticano tutti i guai – dice Oleh Ferents -, ci si preoccupa solo del gioco, dell’Ucraina, dell’allenatore, dei giocatori”.

Il giornalista Vitaly Portnikov riconosce la difficoltà a livello politico nella gestione delle differenze tra gli ucraini. In questo contesto il calcio ha un grande potenziale. “Quando la squadra russa gioca, qui vediamo due Paesi, due società. A Leopoli, le persone griderebbero ‘Hurrah, vai!’ quando la squadra russa perde – dice -, mentre a Donetsk si celebrerebbe ogni altro gol segnato dalla squadra russa. Ma quando si tratta della squadra ucraina, tutti si uniscono”.