ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Spagna, chi sono le vittime della bolla immobiliare?

Lettura in corso:

Spagna, chi sono le vittime della bolla immobiliare?

Dimensioni di testo Aa Aa

Siamo a Terrasa, non lontano da Barcellona, ma questa stessa scena si ripete ogni giorno in tutta la Spagna, da quando la bolla immobiliare si è sgonfiata. Ghailil Anzeroval rischia di esser cacciato di casa. Amici e vicini protestano al suo fianco
Secondo l’associazione che sostiene gli sfrattati, in soli cinque anni 350mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Tra loro, oltre 80 famiglie con bambini.

Ghailil lavorava nell’edilizia. Il permesso di soggiorno in regola è bastato per farsi concedere un prestito e comprare un appartamento. Così, moglie e figli lo hanno raggiunto, ma ora il capofamiglia è senza lavoro, e rischia di perdere anche la casa.

“Io voglio solo lavorare. Lavorare e poter pagare il mutuo”.

In quest’area vivono molti immigrati e sono loro, le fasce meno protette della popolazione, a trovarsi oggi nella situazione più dura. Una dozzina di famiglie ha trovato una soluzione estrema: occupare un edificio che appartiene alla stessa banca che li ha sfrattati. Tra loro, Elhadji Dijame, arrivato dal Senegal per lavorare nel settore automobilistico. Perso quell’impiego, ha trovato un’altra occupazione, ma il nuovo stipendio era insufficiente a pagare la rata ogni mese.

“Ho provato a rinegoziare il prestito, ma non hanno voluto. Anzi, mi hanno proposto di aumentarlo, così dopo due anni avrebbero recuperato i soldi da questo secondo mutuo. Ma io non ho accettato, non volevo sprofondare ulteriormente”.

C‘è chi si ritrova senza un tetto e chi teme per i risparmi di una vita: i tanti, piccoli azionisti di Bankia, l’istituto di credito al centro del ciclone. Nata dalla fusione tra diverse casse di risparmio, Bankia ha un buco da riempire per oltre venti miliardi di euro.

Molti di questi risparmiatori denunciano la mancanza di trasparenza da parte della banca, come Manuel Pizarro, ex tassista, pensionato, che a settembre ha comprato azioni per svariate migliaia di euro.

“Mi hanno contattato e mi hanno detto che era un buon investimento. Il prezzo delle azioni era più basso della media di mercato, allora ho pensato fosse davvero un buon investimento e ci ho messo 18mila euro di risparmi. E ora, dopo appena otto o nove mesi, mi sento truffato. Non siamo stati informati chiaramente di cosa la banca stesse facendo”.

Ed è diffusa la convizione che il prestito europeo per sostenere le banche sia ingiusto. Cento miliardi di euro per mettere una toppa agli errori degli istituti di credito, che peseranno sul deficit e sul debito. Ancora una volta, a spese dei cittadini.