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Egitto: sciolto il parlamento. Per gli islamici è golpe

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Egitto: sciolto il parlamento. Per gli islamici è golpe

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In Egitto i movimenti filoislamici gridano al colpo di stato dopo lo scioglimento del parlamento. La Corte Costituzionale ha invalidato l’elezione di un terzo dei deputati, ciò implica che tutti i parlamentari devono andare a casa. Nello stesso tempo i supremi giudici hanno respinto come incostituzionale la legge che impedisce ai politici dell’era Mubarak di presentarsi alle elezioni. Una decisione che elimina ogni ostacolo alla presenza al secondo turno dell’ex premier Ahmed Shafiq, in ballottaggio col candidato dei Fratelli mussulmani Mohamed Morsi.

Morsi ha accettato la decisione e non si ritirerà. Gli egiziani, però, sono di nuovo in piazza:

“Ahmed Shafiq deve essere escluso – dice un uomo – La decisione della corte è ingiusta. Il Consiglio militare sta mettendo in scena un copione, questo voto ne è l’ultimo episodio”.

“Voterò Morsi perché è un uomo giusto – dice una donna – Che può fare per noi Shafiq? Sono trent’anni che viviamo nella miseria”.

“Mi dicono di votare per Mohamed Morsi – ribatte un’altra – Che ha fatto di buono? Personalmente sono per Shafiq”.

“La decisione della Corte Costituzionale di sciogliere un terzo della Camera bassa si applica anche alla Camera alta – nota il nostro corrispondente dal Cairo Ryad Mouasse – Ciò significa il blocco del parlamento alla vigilia delle elezioni presidenziali e ciò complicherà ancor di più la crisi politica in Egitto”.