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Siria. Due versioni sul mancato ingresso degli osservatori a Haffa

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Siria. Due versioni sul mancato ingresso degli osservatori a Haffa

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Mentre Homs sarebbe ancora sottoposta ai bombardamenti dell’esercito siriano, secondo una ONG di opposizione oggi gli abitanti di Haffa, in maggioranza filogovernativi, avrebbero impedito agli osservatori dell’ONU di entrare nella loro città, nella provincia di Lattakia. Secondo la stessa organizzazione di opposizione, l’esercito siriano si preparerebbe ad attaccare il centro abitato.

La portavoce della missione delle Nazioni Unite, invece, fa sapere che i caschi blu non sono entrati ad Haffa, perché lo hanno ritenuto troppo pericoloso, malgrado il nulla osta ottenuto all’ultimo posto di blocco delle truppe governative.

Ieri la diplomazia degli Stati Uniti aveva avvertito dell’imminenza di un possibile massacro in Siria. Mentre l’emissario dell’ONU e della Lega Araba Kofi Annan si dice preoccupato per la piega settaria che sta assumendo il conflitto in un paese a guida laica in cui, fino a prima dello scoppio della crisi, convivevano senza grossi problemi, varie fazioni religiose. Secondo Annan la situazione potrebbe contaminare anche il vicino Libano.

L’obiettivo è ora far tenere una riunione del Gruppo di contatto sulla Siria il prima possibile. Mentre la Gran Bretagna esclude l’intervento militare esterno, anche per l’opposizione russo-cinese – ma parla di transizione pacifica. In pratica, per gli occidentali, il presidente Bashar el Assad se ne deve comunque andare.