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Con gli aiuti alla Spagna l'euro va

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Con gli aiuti alla Spagna l'euro va

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La riapertura dei mercati, in Asia, ha salutato con favore il modo col quale ha agito l’Europa nel fine settimana. L’euro è rapidamente salito sopra quota 1,26. La disponibilità a prestare fino a 100 miliardi per salvare la Spagna è stata apprezzata anche da Stati Uniti e Fondo monetario internazionale.

Questa volta l’azione di Bruxelles è apparsa tempestiva.

“È una mossa importante per assicurare che il credito in Spagna possa arrivare alle imprese e alle famiglie e che si escluda il contagio, che altrimenti sarebbe una possibilità” ha commentato il commissario europeo agli Affari monetari, Olli Rehn.

Istituti di credito salvi, dunque. Ma in un Paese che affronta la recessione e non intravede la strada per il ritorno alla crescita, potrebbe non essere sufficiente.

Alfredo Perez Rubalcaba, leader del Partito socialista, teme che, come avvenuto in Grecia e Portogallo, a subire le conseguenze del salvataggio delle banche, con ulteriori misure di austerità sia la popolazione.

“Innanzitutto – ha affermato – dobbiamo agire. Agire per impedire che persone senza colpe, che nulla hanno a che fare con la situazione delle nostre banche, non finiscano per pagare questo salvataggio”.

L’azione comunitaria dovrebbe evitare che anche gli istituti italiani, francesi, perfino tedeschi vadano in sofferenza. Ma il dubbio è che, ancora una volta, si tratteri di un capitolo non conclusivo dell’infinita storia della crisi europea.