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Ancora sangue in Siria. Il nuovo leader del CNS, Sayda, chiama all'unità

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Ancora sangue in Siria. Il nuovo leader del CNS, Sayda, chiama all'unità

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In Siria la guerra civile non conosce tregua: i bilanci parlano di decine di vittime al giorno da entrambe le parti. I militanti anti-regime rivendicano il controllo di alcune zone intorno a Deraa, nel sud, e stanno guadagnando terreno anche a Heffa, nella provincia del nord ovest di Lattakia tradizionalmente filo-Assad.

Intanto, il nuovo leader dell’opposizione, Abdel Basset Sayda, chiama all’unità: “I nostri contatti con i ribelli continuano, forse ci sono stati alcuni momenti negativi, alcune incomprensioni, ma stiamo cercando di rinnovare queste relazioni per arrivare a una piattaforma comune in modo da ottimizzare gli sforzi sul terreno”.

Sayda, a lungo in esilio in Svezia, ha intimato ai dirigenti del regime di “dimettersi” e ha chiesto alla comunità internazionale di autorizzare l’uso della forza.

“Per quanto concerne il sostegno dei Paesi arabi, devo dire che tale aiuto è di natura politica, materiale – ha detto – Gli aiuti arrivano direttamente al Paese e a tutte le regioni”.

Le truppe pro Assad, intanto, continuano a bombardare la città ribelle di Homs e le vicine Qusair, Talbiseh e Rastan. Sarebbero una quarantina le vittime nel solo fine settimana.
Per l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, in quasi 15 mesi, da quando è iniziata la rivolta anti-regime, oltre 14.100 persone sono morte.