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Siria: la difficile verifica Onu dell'ultimo massacro

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Siria: la difficile verifica Onu dell'ultimo massacro

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Messi sotto tiro, bloccati ai check point dell’esercito siriano, ostacolati dai civili, gli osservatori Onu, alla fine di un giovedì altamente critico, hanno rinunciato a raggiungere al Qubeir, a ovest di Hama.

Ci riproveranno nelle prossime ore, per verificare l’ultimo massacro messo on line dagli attivisti e denunciato dall’estero dall’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, che parla di un’ottantina di vittime.

Damasco ammette la strage ma, come per quella di Hula, punta il dito contro il terrorismo.

Violenti bombardamenti intanto hanno devastato Telbiseh, nei dintorni di Homs, città fulcro della rivolta anti-Bashar al Assad.

Intrappolata negli scontri fra truppe regolari e ribelli, la popolazione cerca di mettersi in salvo come può.

Ma paga il suo tributo quotidiano di sangue, una quarantina di persone uccise solo giovedì, ad aggravare un bilancio che supera le 13 mila vittime in 15 mesi di rivolta.