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Scontro tra Consiglio e Parlamento Ue su riforma Schengen

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Scontro tra Consiglio e Parlamento Ue su riforma Schengen

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I ministri di Interni e Giustizia dei Ventisette hanno raggiunto un accordo a Lussemburgo su un progetto di riforma del Trattato Schengen, che consentirebbe di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne dell’Europa, in caso di forti pressioni migratorie.

Morten Bødskov, ministro della Giustizia danese: “Il Consiglio ha preso un’importante decisione per rafforzare la cooperazione nell’area Schengen. Abbiamo un accordo per un nuovo meccanismo di valutazione che assicurerà il monitoraggio nel rispetto delle regole Schengen”.

Così come è concepita, la riforma esautora il Parlamento europeo, che sarebbe privato di qualunque potere di monitoraggio sull’applicazione del trattato. Polemica la reazione della commissaria agli affari Interni Malmstrom, così come quella del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz: “E’ una provocazione – ha detto – proprio nel mezzo di una procedura legislativa a cui finora avevamo lavorato insieme, il Consiglio europeo, vale a dire i ministri degli interni, decidono di cambiare la base legale della riforma. Hanno il diritto di farlo e lo hanno fatto all’unanimità. Il parlamento europeo la considera un’unanime mozione di sfiducia”.

Già oggi, il trattato ammette il ripristino dei controlli alle frontiere, come è spesso accaduto durante eventi sportivi. Ma le polemiche dell’anno scorso sulla gestione delle ondate migratorie dal Nord Africa avrebbero fatto nascere l’esigenza di un quadro normativo più strutturato.