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Russia, multe e limiti per le manifestazioni non autorizzate

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Russia, multe e limiti per le manifestazioni non autorizzate

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Nonostante il clamore e le proteste, il governo di Vladimir Putin dà un nuovo giro di vite. Mercoledì, mentre decine di manifestanti si riunivano davanti al Cremlino per protestare contro quello che ritenevano un attentato ai propri diritti, la legge che inasprisce le multe contro le manifestazioni non autorizzate è stata approvata.

Dopo una seduta fiume e centinaia di emendamenti dell’opposizione per tentare di bloccarlo, il testo è stato adottato nella notte tra martedì e mercoledì.

Tutte le dimostrazioni non in regola saranno punite con una sanzione equivalente a 14.800 euro per gli organizzatori e 7390 per i partecipanti.

Multe più salate di quelle previste per lo sfruttamento della prostituzione (12.300 euro) e per mancato rispetto delle misure di sicurezza negli impianti nucleari, pari a 4.930 euro.

Ci sono abbastanza elementi per scoraggiare le velleità di molti, in un paese in cui il salario medio è compreso tra i 400 e i 600 euro. Chi appoggia la legge, sostiene però di non voler limitare la libertà dei manifestanti, ma di volerli responsabilizzare.

“L’obiettivo non è né punire, né prendere di mira nessuno” spiega Valentina Matviyenko, portavoce della Camera alta del Parlamento.
“Tutti devono capire che se gli organizzatori di una protesta non dimostrano un approccio responsabile e di conseguenza qualcuno subisce un danno, devono assumersene la responsabilità, o svolgendo lavori socialmente utili o pagando una multa. Penso che questo responsabilizzerà tutti quelli che organizzano le manifestazioni e proteggerà chiunque vi partecipi pensando che non gli accada nulla. Dovrebbe essere così”.

Di fronte a un’ondata di proteste senza precedenti dopo la sua rielezione, Putin sperava che la legge fosse firmata prima del grande raduno dell’opposizione previsto per il 12 giugno in difesa dell’articolo 31 della Costituzione, che sancisce la libertà di radunarsi pacificamente, di tenere riunioni, incontri e manifestazioni.

Il parere di chi è contrario

Mikhail Fedotov è il responsabile del Consiglio per i diritti umani del Cremlino. Con lui abbiamo deciso di approfondire la controversa questione della legge sulle sanzioni da comminare ai dimostranti che violano la legge nel corso delle proteste.

Alexander Shashkov, euronews:
“Lei è uno dei tanti attivisti per i diritti umani, che ha consigliato al presidente Putin di non firmare la legge che inasprisce le sanzioni contro chi partecipa alle manifestazioni non autorizzate. Perché?”

Mikhail Fedotov:
“Perché credo che il presidente abbia tutti i motivi di bloccare una legge simile. In primo luogo, è il garante della Costituzione, dei diritti civili e umani e credo che la decisione giusta sarebbe stata rimediare all’errore del Parlamento, respingere la legge e sottoporla nuovamente all’esame dell’emiciclo. Dobbiamo davvero cambiarla. Di recente, la commissione di Venezia ha analizzato le nostre leggi e fornito alcune raccomandazioni: ne è nato un documento piuttosto lungo. Dobbiamo procedere esattamente nella direzione indicata. I cambiamenti e gli emendamenti adottati oggi ci portano in direzione opposta. Quindi, se vogliamo applicare alle nostre leggi gli standard europei, dobbiamo seguire la strada indicata dalla commissione di Venezia. Muoversi in direzione opposta significherebbe allontanarsi da tali standard”.

euronews:
“L’addetto stampa del presidente ha dichiarato che verrà bloccata dal presidente solo se non sarà conforme agli standard europei. E’ così?”

Mikhail Fedotov:
“Le basti sapere che la legge confonde la responsabilità civile con quella penale. Infatti stabilisce una sanzione penale per un reato civile. Si tratta della violazione più dura di tutti i principi di uno stato giuridico e del sistema giudiziario. Inoltre, se si paragona un reato commesso durante una manifestazione allo stesso reato avvenuto in un contesto diverso, vediamo che c‘è una differenza di circa 250.000 rubli, ovvero 6000 euro. Se si arrecano danni alla salute o ai beni di qualcuno durante una manifestazione, la multa è pari a 300.000 rubli, 7500 euro. Se la stessa cosa succede altrove, la sanzione ammonta a 40.000 rubli, cioè 1000 euro.
In questo caso, penso che il Parlamento si sia spinto troppo oltre”.