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Minori, l'Ue chiamata a impegnarsi per alternative a orfanotrofi

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Minori, l'Ue chiamata a impegnarsi per alternative a orfanotrofi

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Sono un milione e trecento mila i minori che crescono in istituzioni e orfanotrofi nell’Europa centro-orientale. Un’esperienza che spesso segna duramente le loro esistenze, come illustrano le statistiche presentate durante un’esposizione a tema patrocinata dal Parlamento Europeo.

Diverse associazioni per la protezione dell’infanzia chiedono alle istituzioni comunitarie un impegno concreto per aiutare i bambini orfani a trovare famiglie di accoglienza. Commissione e Parlamento si dicono pronti a raccogliere la sfida.

Mairead McGuinness, europarlamentare: “Insieme, gli stati membri, il Parlamento europeo e la Commissione possono fare la differenza per tutti coloro che sono rinchusi tra le mura che si vedono in questa esposizione. Ci aspetta molto lavoro, è un progetto ambizioso, ma non abbiamo scelta”.

Trovare un ambiente idoneo è un compito delicato che richiede un’attenta supervisione da parte delle organizzazioni incaricate di selezionare le famiglie di accoglienza.

Arpad A. Busson, presidente delll’associazione Absolute Return for Kids: “Il benessere dei bambini è la priorità in tutti i nuclei che monitoriamo. Ogni volta che inseriamo un minore, siamo tenuti a controllare. E’ così che decidiamo se può restare o se va assegnato a un’altra famiglia”.

L’attuale crisi economica rischia di compromettere i progressi effettuati in alcuni paesi, dove grazie alla pratica dell’affidamento alcuni bambini hanno evitato l’esperienza dell’orfanotrofio.