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Escalation di violenza in Siria: da Latakia e Homs, centri nevralgici della rivolta, gli scontri e i bombardamenti coinvolgono sempre nuove città.

Diverse le vittime tra i combattenti e la popolazione civile, a gravare su un bilancio che supera i 13 mila morti in 15 mesi.

Entrambi i fronti non rispettano la tregua concordata in aprile, in uno scambio di accuse reciproche.

Il risultato sono attacchi e imboscate continue tra le forze regolari e i ribelli, che si susseguono dai porti della costa alle frontiere con il Libano, fino ad Aleppo, Hama e Damasco.

L’opposizione siriana invita gli osservatori Onu a verificare la distruzione e i massacri, come quello che dopo Hula si è verificato a Idlib, mentre la comunità internazionale attiva i canali diplomatici per rianimare il piano di pace di Kofi Annan e coinvolgere la Russia nel favorire l’uscita di scena di Bashar al Assad.

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