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Bankia: un colosso spagnolo dai piedi d'argilla

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Bankia: un colosso spagnolo dai piedi d'argilla

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E’ la terza banca spagnola per patrimonio, ma Bankia è diventata il simbolo e l’aggravante della crisi del debito in Spagna. Le fragilità dell’intero sistema bancario del paese vengono imputate a questo istituto e alle sue esigenze di ricapitalizzazione, esigenze condivise da tutte le banche spagnole che variano, secondo gli analisti, tra i 60 e i 200 miliardi di euro.

Solo per Bankia lo stato dovrebbe versare 23 miliardi e mezzo di euro. Diversa la valutazione del nuovo presidente di Bankia José Ignacio Goirigolzarri, che lo scorso 26 maggio, ha annunciato un’altra cifra:
“Stiamo parlando di 19 miliardi e si parla di capitale, di capitale”.

Ma la tensione sul debito spagnolo non ha smesso di aumentare e ha spinto i rendimenti a tassi talmente elevati che il paese non sarebbe in grado di finanziarsi.

Il ministro delle Finanze Cristobal Montoro ha fatto alcune dichiarazioni alla radio che hanno fatto il giro del mondo:
“La porta dei mercati è chiusa per la Spagna”.
I possibili creditori non verranno in Spagna perché non è possibile salvarla sotto un punto di vista tecnico”.

La Spagna è la quarta economia della zona euro.

Rappresenta il 12% del prodotto interno lordo dell’eurozona.

Irlanda, Portogallo e Grecia messe insieme valgono il 6% del prodotto interno lordo della zona euro.

Fatte le debite proporzioni coi piani di salvataggio di questi tre paesi, la cifra necessaria a salvare la Spagna mette i brividi.

Il premier Mariano Rajoy ancora una volta ha mandato un messaggio il 2 giugno, ai mercati e ai partner dell’euro:
“Non siamo sull’orlo di alcun precipizio, non è vero. La Spagna supererà la tempesta con i suoi sforzi e con l’appoggio dei nostri soci comunitari”.

Il 5 giugno al Senato spagnolo il primo ministro si è espresso per la prima volta a favore degli eurobond a cui fino a oggi non era interessato:
“L’Europa” ha spiegato Rajoy “deve dire in che direzione intende muoversi per dare sicurezza, deve dire che l’euro è un progetto da cui non si torna indietro e che non è in discussione, deve appoggiare chi si trova in difficoltà. Ha bisogno di integrazione fiscale e bancaria, con un’autorità unica in materia di eurobond, con un supervisore finanziario e con un fondo di garanzia europeo di depositi”.

Mariano Rajoy non vuole interventi esterni, ma liquidità senza condizioni, cosa che stupisce il capo dell’opposizione socialista Alfredo Perez Rubalcaba.
“Se ci sono fondi europei, logicamente ci saranno anche condizioni da parte dell’Europa, vale a dire che questi fondi europei porteranno qualche contropartita che dovremo discutere a fondo”.

E Berlino si è dichiarata a favore di aiuti economici in cambio di riforme limitate al settore bancario.