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A Cannes uno scambio di idee tra giovani produttori europei

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A Cannes uno scambio di idee tra giovani produttori europei

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Vladimer e Judit sono due giovani produttori cinematografici in cerca di finanziamenti per i loro prossimi film.

Vladimer viene dalla Georgia, Judit dall’Ungheria. Quest’anno hanno un’occasione importante, sono stati selezionati per partecipare a una rete di produttori europei.

“È sempre bello incontrare persone di Paesi diversi. Quando fai qualcosa sai semplicemente chi chiamare e quale Paese scegliere per il progetto”, dice Vladimer.

“Sono davvero curiosa di conoscere gli altri progetti e gli altri produttori di talento, e vedere come funziona nel resto d’Europa”, afferma Judit.

L’incontro tra 25 produttori si è svolto durante il Festival di Cannes. Organizzato dallo European Film Promotion, rete di 32 organizzazioni che promuovono produzioni europee, con il sostegno dell’Unione Europea, ha come obiettivo aiutare i giovani produttori a trovare dei partner per realizzare film.

“Vorremmo raggiungere un livello internazionale e avere anche un pubblico più ampio”, dice Judit. “Per cui abbiamo bisogno di trovare dei co-produttori, non solo per una questione di finanziamento, ma perché ci piace davvero coinvolgere gli elementi creativi di altri Paesi”.

“La Georgia ha vissuto un periodo duro, siamo scomparsi dal mondo in termini di film”, spiega Vladimer, “e ora stiamo cercando di tornare nella mappa cinematografica europea”.

Ora è arrivato il momento di lavorare a questo obiettivo e passare al pitching, alla presentazione del progetto. Viene realizzata attraverso lo speed dating, una faccia a faccia di quattro minuti tra singoli produttori.

Un modo rapido per venire a sapere se esistono altri progetti cinematografici in altri Paesi sui quali si può collaborare. “Sono sempre nervoso quando partecipo a uno speed-dating, a un pitching”, dice Vladimer. “Per me è sempre qualcosa di diverso e di difficile, ma fa parte dell’industria”.

“È una cosa naturale essere un po’ eccitati”, sostiene Judit. “Dobbiamo concentrarci sul tempo e trovare il modo migliore per descrivere il progetto”.

Oggi i buoni progetti rischiano di restare tali, ossia solo dei progetti.

Molti Paesi europei hanno tagliato il loro budget per il cinema. In Ungheria inoltre c‘è un conflitto aperto tra il potere politico e il settore cinematografico che accusa il governo di voler distruggere la cultura e controllare il lavoro degli artisti. In Georgia la situazione sembra migliore.

“Nel 2008 abbiamo avuto la guerra con la Russia, e questa ha colpito anche l’economia”, dice Vladimer, “ma il governo capisce che il cinema è davvero importante per la Georgia. E’ cultura. Loro ci sostengono, non hanno tagliato il budget”.

“La crisi è molto pesante e i finanziamenti sono la parte più dura della produzione di un film, ma è meglio fare qualcosa assieme che cercare di sopravvivere da soli”, sostiene Judit.

Produrre un film con partner di altri Paesi richiede alcune qualità. “È davvero utile avere una buona conoscenza di diversi tipi di personalità”, spiega Judit. “Aiuta molto anche essere creativi nel risolvere le situazioni”.

“Per me coprodurre è una partnership, implica una relazione e un’amicizia”, sostiene Vladimer. “Fare un film è un lavoro abbastanza difficile. Comporta una serie di problemi. Se non hai un partner con cui condividere delle cose diventa un incubo”.

Ma può anche trasformarsi in un bel sogno. Negli ultimi tre anni, circa il 50 per cento dei partecipanti di “Producers on the move” ha lavorato assieme su oltre 30 progetti. E anche stavolta, potrebbe essere “l’inizio di una bella amicizia”.