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Scontri tra pro e anti Assad in Libano, Beirut invia esercito

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Scontri tra pro e anti Assad in Libano, Beirut invia esercito

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Il conflitto siriano esce dai suoi confini e si allarga al nord del Libano. Almeno quindici persone sono state uccise a Tripoli negli scontri tra la fazione religiosa degli alawati – pro Assad – e quella sunnita che appoggia la rivolta contro il regime.

Il premier libanese Najib Mikati ha disposto l’aumento della presenza delle forze di sicurezza e in queste ore sembra essere stata ristabilita la calma. Mai così tanti morti in un solo giorno da quando oltreconfine è esplosa la guerra civile.

“Speriamo che la situazione migliori, ma sembra difficile – ammette un cittadino di tripoli – Ogni giorno il ministro dell’Interno promette un miglioramento, ma ogni giorno affrontiamo gli stessi problemi. Gli ufficiali ci hanno messo in questa situazione e la povera gente qui ne ha abbastanza perché si muore e a nessuno importa”.

Tra le vittime una donna e il suo bambino, uccisi dall’esplosione di un razzo a Bab al-Tebanneh, distretto a maggioranza sunnita.

E nella società libanese, per trent’anni sotto l’egemonia siriana, il timore è che il paese si riveli ancora sensibile alle divisioni tra avversari e sostenitori di Damasco.