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Assad "non accetteremo diktat dall'esterno"

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Assad "non accetteremo diktat dall'esterno"

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Bashar al Assad chiama nuovamente in causa l’ingerenza ‘‘straniera’‘ nella crisi siriana e denuncia un ‘‘complotto internazionale’‘.

Durante la prima seduta del nuovo parlamento eletto il 7 maggio scorso, il presidente siriano definisce mostri gli autori del massacro di Hula e aggiunge: “la comunità internazionale ci accusa delle morti provocate dai terroristi che vogliono distruggere la Siria. Credono che in Siria siano in corso delle manifestazioni pacifiche e che ogni violenza sia provocata dallo Stato. Oggi, a distanza di un anno e mezzo, tutto è chiaro e le maschere sono cadute. Le ambizioni coloniali sono note da decenni e non cambieranno mai. Il colonialismo è il colonialismo, anche se si vede un cambiamento nei modi e nei protagonisti”.

Secondo Assad “Damasco non ha un problema politico, ma deve difendere la sua sovranità dal terrorismo dialogando solo con chi non sia guidato dall’esterno”.

Il suo intervento, in una delle poche apparizioni pubbliche dall’inizio delle proteste nel Paese 15 mesi fa, giunge in un momento di particolare tensione per le violenze senza sosta in Siria.