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Al Cairo esplode la rabbia, in migliaia a piazza Tahrir

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Al Cairo esplode la rabbia, in migliaia a piazza Tahrir

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Raffiche di proitettili per salutare la condanna per Hosni Mubarak all’esterno del tribunale. Ma subito dopo, al Cairo, prevale la rabbia per la clemenza della giustizia.

L’Egitto della rivoluzione grida la sua delusione, nel giorno in cui un tribunale civile, per la prima volta in un paese arabo, condanna un leader deposto.

“Che cosa significa questa condanna all’ergastolo per Mubarak, che ha 84 anni? – si chiede un pensionato all’esterno dell’aula bunker – Farà appello e il suo ministro dell’Interno farà lo stesso. Ma soprattutto, l’assoluzione dei figli di Mubarak. Questa decisione è stata fatta da un regime autoritario e corrotto”.

“Ci opponiamo alle decisioni della Corte nei confronti di Mubarak e dei suoi figli – aggiunge un altro manifestante – Non è giusto per le migliaia di martiri e per tutti coloro che sono rimasti feriti. Questa condanna non soddisfa nessuno”.

Centinaia di giovani si sono riversati in piazza Tahrir, il simbolo della primavera egiziana, per chiedere un nuovo processo e condanne più severe per tutti, a partire dai figli di Mubarak:

“Gamal e Alaa dovevano essere condannati – dice una giovanissima ragazza scese subito in strada -Se non sono colpevoli, allora chi ha ucciso? Chi ci ha insultato? Chi c‘è dietro l’omicidio di più di 1500 martiri? Chi c‘è dietro il ferimento di 5000 persone? Perché il tribunale ha deciso di assolvere i sei funzionari del ministro dell’Interno? Perché il sangue dei martiri vale così poco? Abbiamo perso i nostri diritti e le persone che votano per Ahmed Shafiq ci impediscono di recuperare i nostri diritti”.

“Le decisioni del tribunale contro l’ex presidente Hosni Mubarak e i suoi collaboratori – conclude l’inviato di euronews al Cairo, Riad Muasses – non sono all’altezza delle aspettative degli egiziani che ora chiedono il rispetto dei loro diritti e la ripetizione del processo”.