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Vietnam: i 40 anni della foto che immortalò l'orrore della guerra

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Vietnam: i 40 anni della foto che immortalò l'orrore della guerra

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Quarant’anni fa il dramma di Kim Phuc e del Vietnam divenne immortale grazie a questa foto. Sembra di sentirle quelle grida, fotografate da Nick Ut, dell’Associated Press.

L’orrore del napalm, della guerra e di tutte le guerre gli valsero il premio Pulitzer. Lo scatto, simbolo del pacifismo, racchiude anche la storia personale di quella bimba di 9 anni, salvata dal fotografo l’8 giugno del 1972.

“Vidi il suo braccio, la pelle si staccava”, racconta Nick Ut. “Mi dissi, oh mio Dio, non deve morire, avevo già fotografo due bimbi che erano morti. Mi dissi: non voglio che muoia. Volli aiutarla. E’ per questo che puntai immediatamente tutte e quattro le mie macchine fotografiche verso la strada. Bagnai d’acqua il suo corpo e la portai in ospedale. Se non avessi aiutato Kim Phuc e fosse morta credo che mi sarei ammazzato”.

Kim Phuc era rifugiata assieme alla sua famiglia da tre giorni nel tempio di Cao Dao, quando il Vietnam del sud, alleato degli Stati Uniti, sferrò l’attacco al napalm sul villaggio di Trang Bang. Fuggì, assieme ad altri bambini tra cui la cugina.

“La gente correva in ogni direzione”, racconta Phan Thanh Hien. “Kim Phuc correva da una parte, io dall’altra. Fui travolta dal napalm, ma non presi fuoco. Invece la bomba bruciò i vestiti e il corpo di Kim Phuc. Ci siamo ritrovate una volta raggiunto il ponte. Fui terrorizzata vedendo le bruciature di Kim Phuc”.

Kim Phuc ora ha 49 anni e vive in Canada, ha rivisto più volte lo zio Ut, come ama chiamarlo, per raccontare al mondo la loro storia.