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Siria: dopo Hula, a rischio il piano di pace

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Siria: dopo Hula, a rischio il piano di pace

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Hula celebra i funerali delle vittime, mentre Damasco conclude l’inchiesta sul massacro: a uccidere 108 persone venerdì sarebbero stati gruppi armati anti-governativi.

Ma il Consiglio Onu sui diritti umani chiede con urgenza un’indagine indipendente che identifichi con certezza i responsabili.

E se Bashar al Assad non applicherà il piano di pace entro questo venerdì, anche l’esercito libero siriano si riterrà sciolto da ogni vincolo.

Ci vorrebbero non 300, ma 3 mila osservatori, commenta l’opposizione siriana.

“Adesso il piano di Kofi Annan è in rianimazione, ci aspettavamo risultati concreti sul campo”, commenta ai microfoni di euronews George Sabra, portavoce del Consiglio nazionale siriano, “ma in realtà finora questo piano non è stato un successo e il popolo siriano spera ancora. Se il piano riesce a sopravvivere”.

Annan, in Libano, ha discusso con il presidente Suleiman dell’impatto del conflitto ai confini e dei pellegrini ostaggio in Siria, mentre la diplomazia occidentale è al lavoro per trovare una posizione comune e inasprire le sanzioni.

Al rischio guerra civile in Siria contribuisce il no di Russia e Cina a ogni intervento Onu più incisivo, ha detto il segretario di stato statunitense, Hillary Clinton, in visita in Danimarca.

Washington sembra dare credito alle voci di una nave russa carica di armi per Damasco e parla di atto biasimevole.

Il Cremlino non commenta ma per alcuni esperti militari russi, se di armi davvero si tratta, sarebbero per la difesa da eventuali aggressioni esterne.