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L'Irlanda via referendum dice sì al fiscal compact

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L'Irlanda via referendum dice sì al fiscal compact

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L’Irlanda approva il trattato di stabilità finanziaria con il 60,3 per cento dei voti, unica in Europa a ricorrere a un referendum in materia.

Su 43 collegi, solo cinque hanno votato contro ma l’affluenza supera di poco il 50 per cento.

Vince quindi la linea del governo, favorevole al patto europeo approvato da 25 paesi su 27 e in vigore dal 2013.

“Il popolo irlandese ha inviato un segnale forte a tutto il mondo: questo è un paese che prende sul serio le sfide economiche da superare”, ha dichiarato il premier Enda Kenny, “Come ho detto durante la campagna, questo trattato non risolverà tutti i problemi del paese ma è una delle pietre fondamentali per garantire la solidità della nostra posizione economica in futuro”.

A spoglio non ancora finito, il fronte del no riconosce la sconfitta ma precisa: il sì viene dalle promesse fatte su crescita e stabilità, non certo dall’approvazione della politica del rigore.

“Questo governo ha dimostrato che in un modo o nell’altro non ascolta le persone come non ha ascoltato in passato”, ha detto Dessie Ellis avvocato dello Sinn Fein, “ma certamente le persone ne hanno abbastanza dell’austerità. Hanno bisogno di un cambio di direzione, un cambiamento di obiettivo e, purtroppo, questo trattato ci legherà a una maggiore austerità”.

Se avesse vinto il no, del resto, l’Irlanda non avrebbe potuto usufruire del meccanismo di stabilità, lei che per prima ha ricevuto l’aiuto dei partner europei.