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Irlanda: referendum su Trattato fiscale europeo

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Irlanda: referendum su Trattato fiscale europeo

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Irlandesi al voto per l’unico referendum in Europa sul fiscal compact, siglato a gennaio da 25 Paesi membri dell’Unione e non da Gran Bretagna e Repubblica Ceca, che mira a rafforzare il rigore dei bilanci, pena sanzioni.

I risultati elettorali sono attesi per il pomeriggio di venerdì.

Il referendum non è vincolante, ma cade in un momento delicato per la stabilità dell’eurozona.

I sondaggi danno la vittoria del sì. Una scelta obbligata, ha ribadito il primo ministro Enda Kenny, che alla vigilia del voto ha ventilato lo spettro del mancato pagamento di salari e pensioni da parte dello Stato e lo stop agli investimenti nel Paese, se l’Irlanda non proseguirà con le misure di rigore.

Il fronte del no, tuttavia, è dato nei sondaggi sempre sopra il 40%. A foraggiarlo anche il partito repubblicano Sinn Fein, il cui leader Jerry Adams continua a puntare il dito contro il Trattato fiscale, perché “privo di incentivi o stimoli all’economia”.

L’Irlanda, che nel 2010 ha ricevuto 85 miliardi di euro dall’Unione europea e dal Fondo Monetario Internazionale, è stata considerata finora come il miglior risultato tra i Paesi soccorsi.

Un no alle urne rimetterebbe in discussione molte certezze.